La mia prima competizione e cosa ha rappresentato davvero per me.
L’Italian Pole Dance Contest è stata la prima gara alla quale abbia partecipato. Si svolgeva in primavera a Modena ma adesso non esiste più.
Era la mia prima competizione. Sì, avevo preso parte a dei concorsi di danza ma era la prima volta che salivo su un palco da sola, per essere giudicata.
Ballare per esibirsi è comunque emozionante, ma sapere di dover essere valutata, classificata e di doverti confrontare con altre persone è una sensazione diversa. Avevo paura ma allo stesso tempo ero stordita dall’euforia.
Preparazione: quando la tecnica diventa la vera sfida
Il mio passato da ballerina mi aveva certamente aiutata nell’interpretazione ma l’aspetto su cui ho dovuto lavorare di più è stato la tecnica della pole. Ero proprio alle prime armi e ho dovuto intensificare parecchio le lezioni: da una o due lezioni a settimana, sono passata ad allenarmi quasi ogni giorno tra potenziamento e prove.
Non è stato per nulla facile: il corpo all’inizio ha protestato, restituendomi vesciche, lividi, dolori muscolari, ma la difficoltà più grande non era quella.
Era riuscire a sostenere alcuni passaggi tecnici.
Ricordo benissimo la salita laterale e il Teddy dall’alto.
Era durissimo: mi mancavano il fiato, la forza e la presa sotto l’ascella faceva malissimo
Quello è stato uno dei momenti in cui ho pensato: “non ce la faccio.” Ma poi, piano piano, il corpo ha iniziato a rispondere.
La coreografia: partire da quello che sentivo mio
Se la tecnica è stata una conquista, l’interpretazione era casa mia.
Ho scelto un tango, ispirato al film Ti va di ballare? con Antonio Banderas.
Immaginavo i due pali come due partner e ho creato la coreografia con loro come se fosse un dialogo, un corteggiamento danzato.
Volevo trasmettere sensualità perché era qualcosa che sentivo profondamente mio e, proprio per questo, pensavo che potesse arrivare anche al pubblico.
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Dal bozzetto al costume: portare la mia identità anche sul palco
Per il costume di scena sono partita da un bozzetto disegnato da me.
Quella parte per me era fondamentale.
Non volevo solo eseguire una coreografia: volevo costruire un’immagine coerente con quello che stavo raccontando.
Ho acquistato della lycra nera e rossa per il body, del pizzo e dello chiffon per la gonna. Avevo bisogno di un costume che mi sostenesse mentre ballavo quindi ho fatto cucire un reggiseno all’interno del corpetto. Poi, visto che la gonna era lunga ma non potevo tenerla per tutta la coreografia, ho studiato un’allacciatura che fosse al contempo sicura ma veloce da sciogliere e ho ricercato volumi asimmetrici per dare leggerezza senza intralciarmi.
Ogni scelta aveva un equilibrio preciso: estetica, funzionalità e libertà di movimento.
È stato uno dei primi momenti in cui ho unito davvero pole dance e il mio lato da stilista.

La scelta delle scarpe: un dettaglio tutt’altro che secondario
Anche le scarpe sono state una scelta importante perché cercavo qualcosa che mi permettesse di tendere bene il piede, di avere una linea elegante ma anche stabilità e controllo. Per questo ho scelto un modello da ballo latino con suola flessibile, tacco da 9,5 cm e dettagli luminosi ma discreti
Quando sono andata ad acquistare le calzature ho scoperto una cosa che non sapevo: le scarpe da tango hanno suola rigida, a differenza di quelle da salsa. Sono dettagli… ma quando sei sul palco fanno la differenza.
Il giorno della gara: tutto si riduce all’essenziale
L’emozione della gara era indescrivibile. L’Italian Pole Dance Contest richiamava atleti da tutte le parti del Paese. Le mie compagne mi sono state sempre vicino, mentre mi scaldavo prima di salire sul palco e poi con il loro tifo che mi ha caricata. Adrenalina, tensione e concentrazione sono un mix di emozioni difficili da descrivere. Durante l’esibizione avevo scelto come punto focale le videocamere posizionate dietro al tavolo dei giudici ma verso la fine della coreografia, ho abbassato un po’ lo sguardo per vedere se c’era approvazione nei loro sguardi e li ho visti annuire. È stato un attimo, ma mi è rimasto impresso. Errori? Certo! Ho sbagliato i tempi di alcuni passi perché quando ero sul palco la musica mi sembrava più lenta rispetto alle prove. L’emozione gioca brutti scherzi. Ho ripreso il ritmo e ho fatto in modo che nessuno si accorgesse dello sbaglio, senza abbattermi!
Quel messaggio che non dimenticherò mai
Dopo la gara è successa una cosa che non mi aspettavo.
Una delle giudici mi ha cercata su Facebook e mi ha scritto un messaggio: “Eri la mia preferita.”
Ricordo perfettamente cosa ho pensato nei primi secondi. Mi sembrava incredibile che mi avesse notata, che si fosse presa del tempo per scrivermi.
Mi ha fatta sentire vista, importante e per una persona che faceva pole da poco più di un anno…è stata un’emozione enorme.
Le amiche: dove sono nate le B-Polers
In quel periodo non ero sola. C’erano le mie compagne di allenamento. Abbiamo condiviso tutto: fatica, dubbi, entusiasmo e attese.
Mi ricordo l’emozione di Agnieszka, che faceva il tifo dal pubblico e mi ha poi raccontato che si sentiva come se sul palco ci fosse lei a ballare. D’altra parte, abbiamo vissuto con talmente tanta partecipazione e affiatamento questa avventura, che ciascuna di noi si sentiva sotto le luci della ribalta con l’altra e i nostri successi sono stati i successi di tutte. Le mie amiche hanno, infatti, conquistato il quarto e quinto posto nella categoria “intermedio” e il quinto posto nell'”avanzato”.
Quello che abbiamo costruito durante quei mesi di preparazione è rimasto. È in quel momento che sono nate le B-Polers, mie compagne di pole e di avventure nella vita da ormai 10 anni.
E da allora, per me, la pole dance non è mai stata solo uno sport.
Cosa mi ha lasciato davvero questa gara
Sì, ho vinto una medaglia ma non è quella la cosa più importante.
Quella gara mi ha lasciato:
- un corpo più forte
- una consapevolezza diversa
- la prova che potevo superare i miei limiti
- relazioni che sono ancora parte della mia vita
E soprattutto… mi ha fatta sentire nel posto giusto.
Hai mai pensato di partecipare a una gara di pole dance?
Oppure preferisci vivere la pole senza competizione?
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Ecco qui i video delle mie amiche ripresi da Poleranking
Michela Marsotto. Quinta nella categoria avanzato
Agnieszka Iavarone. Quinta nella categoria intermedio
Michela. Quarta nella categoria intermedio






