Che cos’è la diastasi addominale? Come si presenta? Quali sono i suoi sintomi?
La diastasi addominale può talvolta comparire dopo una gravidanza. È importante riconoscerla e trattarla correttamente.
La diastasi è la separazione dei muscoli retti dell’addome lungo la loro linea di congiunzione. È un problema poco conosciuto. Per questo abbiamo chiesto a Valentina (seguite il suo profilo su Instagram: la trovate come @valemilly88 oppure cliccando su questo link) di raccontarci la sua esperienza.
Non sapeva di soffrirne e ha scoperto di avere un problema di diastasi addominale solo dopo aver iniziato un corso di pole dance.
Ciao Polers!!!
Mi chiamo Valentina, ho 32 anni, una bambina di 7 anni e una grande passione per questo sport magico.
Sono sempre stata sportiva, anche se nessuna disciplina mi aveva mai davvero affascinata. Quando mia figlia aveva 3 anni ho provato un corso di Pole Dance ed è stato amore a prima vista!!!
Ero felicissima di aver finalmente trovato uno sport così stimolante. Nonostante i mille impegni familiari tra lavoro, casa e bambina, ero certa che niente mi avrebbe fermata, ma… sentivo che qualcosa nel mio corpo non stava funzionando come doveva.
Mi allenavo 3 volte a settimana, con grande impegno ed entusiasmo, ma ogni sera mi ritrovavo sul divano con:
- dolore alla parte bassa della schiena;
- mal di stomaco;
- difficoltà a digerire;
- forte senso di pesantezza nella zona pubica.
Sono stata costretta anche a rinunciare alle coccole di mio marito. Passarono 6 mesi e mio marito mi spronò ad abbandonare questo sport. Il mio corpo si ribellava e dopo l’allenamento sentivo solo dolore e fastidi, a poco a poco sempre più invalidanti e costanti. Ma la mia testa non voleva mollare! Come una pole dancer sa, questo sport è altamente “droga” e fa anche un lavoro terapeutico a livello psicologico: mi dava un modo per scaricare lo stress e stimolava la produzione di endorfine. Ero tra l’incudine e il martello. Durante le lezioni guardavo le ragazzine più giovani o della mia età (avevo 28/29 anni) senza figli, che in pochi mesi sviluppavano forza, sicurezza e volavano sul palo. Io progredivo ma più lentamente; sentivo meno forza nell’addome e mi sentivo più limitata nonostante i tanti allenamenti e gli anni di sport alle spalle, un fisico normopeso. Niente sulla carta che mi impedisse di andare avanti. C’era qualcosa di misterioso che mi teneva ferma nel pensiero che, ora come madre, non potessi fare determinate cose. Forse non era uno sport adatto per una madre? Una madre non può fare certi sforzi addominali? Non volevo crederci e mi misi a fare ricerche di tutti i tipi, senza alcun risultato. Un giorno, il destino volle che una mia cliente si confidasse con me, mi raccontò che si sarebbe dovuta sottoporre a un intervento chirurgico per la sutura dei muscoli retti addominali che le stavano provocando una diastasi importante oltre a varie ernie. I suoi sintomi erano identici ai miei. L’argomento mi era sconosciuto. Sono sempre stata magra, in forma e con la pancia “piatta”. Ero esattamente come prima della gravidanza quindi mai pensai di poter avere problemi causati dalla gestazione. Decisi di prenotare una visita dallo stesso chirurgo della mia cliente e finalmente ebbi una risposta a tutte le mie domande e dubbi. Mi diagnosticò un’importante diastasi addominale e un’ernia ombelicale. A quel punto dovevo decidere se operarmi o meno e rinunciare per sempre a qualsiasi sport in cui si fanno i crunches (piegare il busto o alzare le gambe). Quindi addio pole, niente sport in cui si salta come nello zumba o altre classi di cardio fitness, niente equitazione, niente cross fit… niente! Altrimenti avrei rischiato di peggiorare sempre di più, sentendomi sempre peggio. Avrei rischiato che l’ernia si “strozzasse”; avrei rischiato che la muscolatura del pavimento pelvico peggiorasse (già compromessa dal peso della gravidanza e del parto). Il pavimento pelvico si sarebbe dovuto prendere tutto il peso dei visceri intestinali, non essendo sostenuto dalla parete addominale. Avrei dovuto convivere con il mal di schiena costante. Avrei potuto migliorare la situazione facendo addominali ipopressivi e basta, niente di più. Il mio mondo cadde un po’ a pezzi. Finalmente avevo una diagnosi ma, a 29 anni, la mia vita si sarebbe dovuta fermare. Dall’esterno sembravo una ragazza normale e non potevo accettarlo. Volevo solo allenarmi, sentirmi bene, vivere la mia relazione con serenità, essere in forma e in salute per almeno i prossimi 50 anni. Quindi decisi di operarmi, avevo talmente tante motivazioni che mi sostennero mentalmente a ogni passo successivo. Scelsi accuratamente la tecnica di intervento (ce ne sono molte). Volevo essere certa di sistemare il mio problema ma allo stesso tempo volevo essere sicura di non avere recidive e di poter tornare ad allenarmi. L’intervento andò bene, 48 ore di ricovero e 1 mese di stop dal lavoro, riposo e camminate tranquille. Non fu facile. Fu doloroso ma sapevo che finalmente sarei stata bene. Dopo 3 settimane, iniziò la riabilitazione. Ogni giorno dovevo fare esercizi prescritti dal chirurgo e avrei dovuto farlo per almeno 1 anno. Ogni 2 o 3 settimane variavano gli esercizi in base ai miei progressi e alle necessità del mio corpo. Dopo 6 mesi… ero di nuovo sul palo che oscillavo felice, spensierata e senza dolore, senza alcun fastidio di sorta. Ora sono passati 2 anni e mezzo dall’intervento e posso fare tutto senza limiti e senza rischi. Sto benissimo!!!
E tu avevi già sentito parlare di diastasi addominale? Ne hai sofferto? Scrivici per farci conoscere la tua storia
